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| “Dunque la geo-architettura; una parola inventata da Le Corbusier nel ’42 nel suo libro Les trois établissements humains per indicare i tre modi di abitare la terra, una parola che ha acquistato un senso più pregnante nel mondo globalizzato, quello che abbiamo visto dalle prime fotografie riprese dal satellite, la sfera luminosa multicolore che Lovelock ha ribattezzato con l’antico nome della dea terra: gaia e di cui la società attuale fa di tutto per spegnere la luminosa gaiezza. Geo-architettura perché ogni opera di archietttura altera la cresta terrestre e può nuocerle, perché ogni volume costruito, ogni trasformazione progettata, può avere conseguenze anche in luoghi lontani, alterando equilibri imponderabili, perché l’architettura comporta per chi la progetta responsabilità di cui deve essere cosciente, perché la città in continua inarrestabile crescita sta diventando la macchina dello spreco, la produttrice di masse di rifiuti che non riesce a smaltire, il luogo dove i cittadini, quelli che non godono dei provilegi del potere, passano buona parte della giornata in fila dentro automobili e autobus, annullando una buona parte del tempo loro concesso dal destino. La geo-architettura (una architettura in scala umana conscia delle sue responsabilità, aderente ai desideri e ai bisogni dei cittadini, capace di affrontare e ridurre gli squilibri che dividono ancora il mondo in una maggioranza di sfruttati e una minoranza di sfruttatori, una architettura capace di comunicare ideali condivisi attraverso forme decifrabili utilizzando le convenzioni e i patrimoni simbolici di ciascuna etnìa e di ciascuna realtà culturale) non esiste ancora. Ne esistono però frammenti disseminati nel tempo e nello spazio: sono opere di ieri o di oggi che è importante mettere insieme, raccogliere e confrontare fino a ricavarne un indirizzo unitario di ricerca, dal quale nasca non una tendenza ma uno stile nel senso antico della parola, capace di accomunare arte, cultura e vita collettiva”. Da: Paolo Portoghesi, La didattica dell’ascolto. Verso una geo-architettura, pubblicato in Verso una geo-architettura, a cura di Petra Bernitsa, Gangemi editore, Roma 2010. |
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