

La messa in forma dell’organismo spaziale si accompagna, in Moretti,
sin dalle esercitazioni universitarie, ad un preciso interesse
per le modalità della percezione.
“Vi è un aspetto espressivo che riassume con una latitudine così notevole
il fatto architettonico […]: intendo accennare allo spazio interno
e vuoto di una architettura”.
Con questa affermazione Moretti si inserisce nella tradizione
tedesca e viennese della “Kunstwissenschaft”, mostrando chiara
prossimità ai modi di analisi delle architetture elaborati da
Schmarsow, Frankl, Brinckmann, Sedlmayr, che trovano un’eco
evidente nel metalinguaggio grafico di Fasolo. |
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